Scoperta nella ricerca sull'Alzheimer: il nuovo farmaco FP802 mostra effetti miracolosi!
Un gruppo di ricerca dell'Università di Heidelberg scopre un nuovo meccanismo molecolare per la malattia di Alzheimer che fa sperare in terapie innovative.

Scoperta nella ricerca sull'Alzheimer: il nuovo farmaco FP802 mostra effetti miracolosi!
Un gruppo di ricerca guidato dal Prof. Dr. Hilmar Bading dell' Università di Heidelberg ha scoperto un meccanismo molecolare chiave che promuove la progressione della malattia di Alzheimer. Questa scoperta è stata fatta in collaborazione con scienziati dell'Università di Shandong in Cina. L'attenzione si è concentrata su un complesso proteina-proteina neurotossico responsabile della morte delle cellule neuronali e del declino cognitivo.
Il complesso identificato è costituito dal recettore NMDA e dal canale ionico TRPM4. I recettori NMDA sono essenziali per la trasmissione del segnale tra le cellule nervose e sono attivati dal neurotrasmettitore glutammato. Mentre i recettori NMDA sinaptici sono generalmente protetti, TRPM4 conferisce proprietà tossiche ai recettori NMDA all'esterno della sinapsi. Nei topi con Alzheimer è stata riscontrata una maggiore presenza del complesso NMDAR/TRPM4, evidenziando il collegamento con lo sviluppo della malattia.
Approcci terapeutici e potenziale di innovazione
Un nuovo composto, FP802, è stato sviluppato per smantellare questo complesso tossico. FP802 si lega all'interfaccia “TwinF” tra i recettori TRPM4 e NMDA, bloccandone l'interazione. Studi sugli animali hanno dimostrato che il trattamento con FP802 può rallentare la progressione della malattia di Alzheimer nei topi. Inoltre, questi topi hanno sperimentato pochi o nessun cambiamento cellulare comune come perdita di sinapsi o danno mitocondriale.
Le prestazioni cognitive degli animali, in particolare in termini di apprendimento e memoria, sono rimaste in gran parte preservate. Inoltre, la formazione di depositi di beta-amiloide nel cervello è stata significativamente ridotta. Ciò rappresenta una differenza significativa rispetto alle terapie tradizionali che colpiscono principalmente l’amiloide. Risultati della ricerca mostrano anche che FP802 ha anche effetti neuroprotettivi in modelli di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), il che sottolinea l'ampio potenziale di applicazione dell'inibitore per varie malattie neurodegenerative.
Sfide e ricerca futura
Tuttavia, l’applicazione clinica dell’FP802 è ancora molto lontana. Sono necessari studi e studi di sviluppo approfonditi per valutare la sicurezza e l’efficacia dei nuovi approcci. La ricerca è stata finanziata da varie istituzioni e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Molecular Psychiatry”.
Una comprensione più approfondita dei meccanismi alla base dell'Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative è essenziale per sviluppare nuove strategie terapeutiche. In questo contesto si può vedere che anche i processi di invecchiamento delle cellule nervose svolgono un ruolo importante. Studi mostrano che la condizione di invecchiamento dei neuroni porta ad un declino delle capacità cognitive. Gli effetti neurotossici acuti sono fortemente associati all'iperattivazione degli NMDAR, in particolare degli NMDAR extrasinaptici, che hanno un'interazione complessa con TRPM4.
La formazione di bolle dendritiche e il danno strutturale ai mitocondri sono caratteristiche tipiche della neurotossicità del glutammato. Si ritiene che siano necessari sia alti livelli di calcio che l'attività del complesso NMDAR/TRPM4 per innescare effetti neurotossici. Ciò rende ancora più importante la ricerca di nuovi inibitori come FP802 per consentire un trattamento mirato del danno neuronale.