I ricchi emettono più CO₂: uno studio rivela un divario preoccupante
L’Università di Costanza sta studiando insieme a partner internazionali le emissioni di CO₂ dei gruppi ricchi e la loro percezione del clima.

I ricchi emettono più CO₂: uno studio rivela un divario preoccupante
Gli attuali risultati della ricerca illustrano le complesse connessioni tra disuguaglianza sociale ed emissioni di CO₂. Uno studio condotto da un team dell’Università di Costanza, della Scuola di Economia di Parigi e del Centro di ricerca sulle disuguaglianze sociali di Sciences Po Paris mostra che il dieci per cento più ricco della popolazione mondiale è responsabile di circa la metà delle emissioni globali di gas serra. Ciò solleva interrogativi sulla distribuzione giustificata delle responsabilità e degli oneri nel contesto della crisi climatica. Più di 1.300 partecipanti allo studio Konstanzer Life hanno chiarito che esiste un ampio consenso sul fatto che i gruppi più ricchi emettono più CO₂ rispetto ai gruppi meno ricchi. Gli intervistati hanno espresso il desiderio di una minore impronta di carbonio per i gruppi più ricchi, fenomeno definito “gap di percezione del carbonio”.
Questo divario di percezione è costituito da tre elementi: in primo luogo, la valutazione realistica dello status quo secondo cui le persone benestanti causano più CO₂. In secondo luogo, il desiderio di una distribuzione inversa secondo cui i ricchi dovrebbero ridurre le emissioni climatiche. In terzo luogo, l’autopercezione di molti secondo cui la propria impronta di carbonio è migliore di quella degli altri nella stessa fascia di ricchezza. Lo studio, condotto nella primavera del 2023, offre preziosi spunti per la comunicazione e l’azione della politica climatica poiché mostra che esiste un ampio consenso tra gli intervistati sul fatto che qualcosa deve cambiare.
L’influenza della disuguaglianza sociale sul clima
La ricerca sulle disuguaglianze sociali e la loro influenza sulla crisi climatica è ampia. In un altro studio pubblicato in Comunicazioni sulla natura, si sottolinea che le disuguaglianze sociali ed economiche promuovono modalità di consumo e di produzione ad alta intensità di CO₂. Le disuguaglianze consentono agli individui ricchi di influenzare le decisioni politiche che, a loro volta, ostacolano la protezione del clima. Un esempio di ciò è la competizione per lo status, che incoraggia anche le fasce più povere della popolazione a consumare eccessivamente, il che aumenta ulteriormente le emissioni.
Lo studio discute un totale di dieci meccanismi attraverso i quali la disuguaglianza aggrava il cambiamento climatico. Questi includono, tra le altre cose, che i redditi elevati portano a consumi più elevati e quindi a emissioni più elevate, e che le persone con redditi bassi spesso non hanno accesso a tecnologie efficienti dal punto di vista energetico. Questi aspetti minano il sostegno pubblico alla protezione del clima e indeboliscono la coesione sociale.
Azione politica e Green New Deal
Lo studio mostra che le strategie globali di protezione del clima non possono essere viste isolatamente. Il Green New Deal è descritto come una misura trasformativa che include non solo la protezione dell’ambiente e del clima, ma anche riforme sociali, economiche e democratiche. Questi concetti potrebbero promuovere la lotta contro il cambiamento climatico puntando a un’offerta universale di beni per soddisfare i bisogni di base riducendo al contempo le disuguaglianze economiche.
Un esempio attuale dall’Europa è il Partito socialista spagnolo, che ha ampliato la sua maggioranza attraverso l’attuazione di un programma Green New Deal. Tali iniziative mostrano come le misure di politica climatica possano essere integrate in un contesto sociale più ampio per affrontare sia le sfide ambientali che quelle sociali.
Il potenziale per una distribuzione più equa delle responsabilità e la necessità di porre queste questioni al centro dei futuri dibattiti sul clima vengono sempre più riconosciuti. I risultati dello studio di Costanza e altri risultati della ricerca dimostrano chiaramente che per combattere il riscaldamento globale è necessario affrontare anche la questione delle disuguaglianze.