Parkinson e sonno: come l'esercizio fisico aumenta la qualità della vita!
La Dott.ssa Müge Yalçin e la Prof. Dott.ssa Angela Relógio analizzano il ruolo dei ritmi circadiani nel Parkinson. Ultimi risultati della ricerca.

Parkinson e sonno: come l'esercizio fisico aumenta la qualità della vita!
La malattia di Parkinson è una delle malattie neurodegenerative più comuni e colpisce quasi il 2% della popolazione mondiale. I sintomi motori tipici includono tremori e instabilità posturale. Ma si verificano frequentemente anche sintomi non motori come i disturbi del sonno. Queste sfide sono discusse in un'analisi attuale del Dr. Müge Yalçin e della Prof. Dr. Angela Relógio della MSH Medical School di Amburgo trattate. Studia il ruolo dell'orologio interno, noto anche come ritmo circadiano, nello sviluppo e nella progressione della malattia. I loro risultati si basano su una revisione sistematica della letteratura scientifica e sono stati pubblicati nell’articolo “Circadian Clock Dysfunction in Parkinson’s Disease: Mechanisms, Consequences, and Therapeutic Strategy”, che appare sulla rivista npj Parkinson’s Disease. [Medical School Hamburg] riferisce che nei pazienti affetti da Parkinson si osservano spesso interruzioni dei ritmi circadiani (Circa) che possono accelerare la progressione della malattia.
I ricercatori hanno sottolineato che i meccanismi circadiani regolano non solo i cicli sonno-veglia, ma anche altri processi biologici come il rilascio di ormoni e la temperatura corporea. Secondo il progetto europeo CircaDopamine si sta studiando come questi ritmi possano essere influenzati nella malattia di Parkinson. Un approccio cronoterapeutico potrebbe essere promettente adattando le terapie ai ritmi biologici delle persone colpite. Lo scopo di questa cronoterapia è aumentare l'efficacia della terapia e migliorare la qualità della vita delle persone colpite.
Sonno ed esercizio fisico come approcci terapeutici
L'importanza del sonno e dell'esercizio fisico per le persone affette da Parkinson è riconosciuta anche dalla Società tedesca per il Parkinson e i disturbi del movimento. V. e la Fondazione Parkinson hanno evidenziato. Per celebrare la Giornata mondiale del Parkinson, l'11 aprile 2025, si terrà una giornata informativa digitale incentrata sull'esercizio fisico e sul sonno. L’attività fisica regolare non solo migliora le capacità motorie, ma aumenta anche la qualità della vita delle persone colpite. La professoressa Dott.ssa Claudia Trenkwalder sottolinea che l'esercizio fisico e lo sport sono le uniche strategie efficaci per mitigare la progressione della malattia. [La Parkinson Society] ha pubblicato un meta-studio completo che ha esaminato gli effetti positivi dell’esercizio fisico su oltre 7.900 partecipanti.
Sebbene gli studi mostrino progressi significativi, non esistono raccomandazioni specifiche per sport o intensità specifici. Uno studio danese del 2024 ha rilevato che l’esercizio ad alta intensità può migliorare i sintomi motori più dell’esercizio moderato. Nonostante questi risultati positivi, la ricerca su protocolli di allenamento efficienti rimane limitata e sono necessari studi multicentrici su larga scala.
Oltre alle attività fisiche, l’influenza del sonno è di grande importanza. I problemi del sonno spesso si verificano nei pazienti affetti da Parkinson anche prima della diagnosi. Questi disturbi possono essere causati da farmaci e da un orologio interno interrotto. Gli esperti sanitari raccomandano di migliorare la qualità del sonno attraverso misure speciali, come letti regolabili elettricamente o un’igiene del sonno adattata. Il sonno ristoratore è essenziale per la rigenerazione neurobiologica del cervello e svolge un ruolo cruciale nel sistema glinfatico, che aiuta a purificare il cervello durante il sonno.
Il legame tra ritmi circadiani e malattia di Parkinson apre nuove prospettive terapeutiche. Una possibile terapia della luce potrebbe aiutare ad alleviare i disturbi del sonno nella neurodegenerazione. Gli sviluppi futuri nella ricerca sui farmaci devono incorporare il concetto di cronomedicina per consentire un migliore trattamento dei pazienti. Gli scienziati sono fiduciosi che con il progredire della ricerca si potranno sviluppare nuovi approcci per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da Parkinson.