Meccanismi segreti del cervello: ecco come filtra i suoni nella nostra testa!
Lo studio dell'Università del Saarland indaga come l'attenzione uditiva selettiva influenza l'elaborazione dei suoni da parte del cervello.

Meccanismi segreti del cervello: ecco come filtra i suoni nella nostra testa!
Un recente studio sull’attenzione uditiva selettiva mostra come il cervello elabora e risponde agli stimoli uditivi. I ricercatori dell'Università del Saarland hanno scoperto che questi processi hanno luogo in modo cruciale nella corteccia uditiva del cervello. Risulta che l'attenzione selettiva ai suoni produce effetti misurabili nel cervello dopo circa 100 millisecondi, un fenomeno dimostrato da Steven A. Hillyard nel 1973. In particolare, lo studio di Daniel J. Strauss e del suo team mostra che l'attività elettrica del cervello viene modulata dall'elaborazione centrale dei suoni già dopo 5 millisecondi. Ciò si verifica anche nel collicolo inferiore, una parte del tronco cerebrale, evidenziando il versatile meccanismo della percezione uditiva. L'Università del Saarland riferisce che...
In un approccio sperimentale, i soggetti sentivano dei trilli in un orecchio e dei segnali acustici convenzionali nell'altro orecchio. I risultati hanno mostrato che il cervello rispondeva in modo più preciso e coerente ai suoni del cinguettio quando i soggetti prestavano consapevolmente attenzione a questi suoni. Al contrario, non sono stati osservati effetti significativi sull’attività del tronco cerebrale per i segnali acustici a bassa frequenza. Questi risultati potrebbero fornire impulsi fondamentali per lo sviluppo di apparecchi acustici o auricolari innovativi in grado di identificare le intenzioni di ascolto e quindi supportare i filtri dell’attenzione.
Flessibilità della percezione uditiva
Un altro aspetto importante dello studio è la flessibilità della percezione umana nell'area uditiva. Secondo i ricercatori dell’Istituto Max Planck per le scienze cognitive e del cervello, l’attività neurale si adatta dinamicamente agli ambienti acustici. La capacità del cervello di passare da una situazione acustica all'altra è fondamentale per cose come conversare in un bar o ascoltare musica. Qui giocano un ruolo diverse regioni del cervello, incluso il talamo, che svolge un ruolo chiave nell’elaborazione delle informazioni sensoriali.
Lo studio mostra anche che il controllo dell’attenzione può essere sia automatizzato (dal basso verso l’alto) che controllato (dall’alto verso il basso). Ciò significa che alcuni stimoli, come suoni ritmici o voci, possono attirare automaticamente l'attenzione, mentre altri devono essere focalizzati attraverso uno sforzo cosciente. Tali meccanismi sono importanti per spiegare fenomeni come la cecità al cambiamento, in cui cambiamenti significativi nell’ambiente spesso passano inosservati, e la cecità da disattenzione, in cui le persone ignorano determinati stimoli che si trovano nel loro campo visivo.
In sintesi, i risultati degli studi di Strauss et al. e la ricerca associata sull'elevata complessità e dinamica dell'elaborazione uditiva nel cervello umano. Le conoscenze su come funziona l’attenzione selettiva e su come il cervello si adatta agli stimoli acustici potrebbero avere applicazioni di vasta portata nello sviluppo di nuove tecnologie uditive ed espandere significativamente la nostra comprensione della percezione umana. Queste intuizioni complete non solo dimostrano le basi biologiche dei processi di attenzione, ma anche la loro interazione con il nostro ambiente acustico. Il Max Planck Institute for Cognitive and Brain Sciences riferisce che...
La domanda che rimane per la ricerca futura è fino a che punto questi meccanismi siano attivi o automatici e come si manifestino nei diversi contesti della comunicazione e della percezione umana.