Una nuova ricerca rivela le differenze di genere nella malattia di Alzheimer!

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L'Università del Saarland sta studiando le differenze specifiche di genere nelle malattie neurodegenerative con un finanziamento di 7 milioni di euro.

Die Universität des Saarlandes erforscht geschlechtsspezifische Unterschiede bei neurodegenerativen Erkrankungen mit 7 Millionen Euro Förderung.
L'Università del Saarland sta studiando le differenze specifiche di genere nelle malattie neurodegenerative con un finanziamento di 7 milioni di euro.

Una nuova ricerca rivela le differenze di genere nella malattia di Alzheimer!

La ricerca sulle malattie neurodegenerative ha raggiunto nuove dimensioni negli ultimi anni. Un'attuale iniziativa della Fondazione tedesca per la ricerca (DFG) si concentra sulle differenze di genere in malattie come l'Alzheimer e il Parkinson. Secondo le informazioni del Università del Saarland Le donne sono colpite in modo sproporzionato dall'Alzheimer, mentre il Parkinson colpisce maggiormente gli uomini. Queste differenze potrebbero avere le loro radici nello sviluppo embrionale e nelle differenze sessuali nel cervello.

La ricerca precedente si concentrava principalmente sui neuroni, ma ora anche le cellule gliali sono diventate più importanti nella ricerca. La professoressa Julia Schulze-Hentrich coordina il programma prioritario appena lanciato, finanziato con circa 55 milioni di euro. Delle 53 iniziative presentate, solo otto hanno ricevuto finanziamenti per tre anni. Uno dei progetti interdisciplinari dell'Università del Saarland è sostenuto con circa sette milioni di euro e mira a studiare le differenze di genere nelle malattie neurodegenerative e psichiatriche come la demenza, l'autismo e la depressione.

Obiettivi e approcci della ricerca

Una preoccupazione centrale è la ricerca sui meccanismi biologici e sui controlli ormonali delle cellule gliali. Queste cellule hanno un ruolo cruciale nel metabolismo cerebrale e sono altamente reattive agli ormoni. Sono state riscontrate anche differenze nella connettività tra gli emisferi cerebrali: le donne mostrano una connettività più pronunciata tra i due emisferi, mentre gli uomini mostrano connessioni più forti tra la parte anteriore e quella posteriore del cervello.

La ricerca di base esamina anche le differenze legate al genere nei circuiti neuronali e nelle sinapsi. Le donne hanno più materia grigia, il che porta a migliori capacità di pensiero intuitivo, mentre gli uomini hanno cervelli più grandi con capacità motorie ottimizzate. Elettrofisiologia, scienze comportamentali e bioinformatica sono altre aree di questo studio completo. Un altro obiettivo è sviluppare metodi uniformi per rendere i dati raccolti accessibili ad altri gruppi di ricerca.

Sfide e approfondimenti

Il panorama della ricerca sull'Alzheimer, la forma più comune di demenza, mostra una crescita continua dei casi. Si stima che negli Stati Uniti siano colpite oltre cinque milioni di persone, con un numero che potrebbe salire a 14-16 milioni entro il 2050 se non verranno attuati interventi efficaci. Sebbene negli ultimi 20-30 anni si sia registrato un calo del rischio di demenza in alcuni paesi ricchi, l’impatto futuro rimane incerto. È anche importante che le differenze di genere non siano ancora state adeguatamente prese in considerazione nell'assistenza ai pazienti e nella ricerca, sebbene gli studi dimostrino che circa due terzi dei malati di Alzheimer sono donne, il che è dovuto tra l'altro a una più lunga aspettativa di vita.

Anche le differenze nei fattori di rischio tra i sessi svolgono un ruolo cruciale. Questi includono fattori come il gene APOE, l’istruzione e le complicazioni della gravidanza, che sono fattori di rischio, soprattutto nelle donne. Gli uomini, invece, mostrano una maggiore prevalenza di apnea notturna, che è anche associata a deterioramento cognitivo.

In sintesi, si può osservare che la ricerca sulle malattie neurodegenerative si sta sempre più differenziando. Programmi come quello della DFG aprono nuove prospettive per la ricerca sensibile al genere e potrebbero dare un contributo decisivo allo sviluppo di nuovi farmaci. Gli esperti che lavorano con le tecniche di imaging possono candidarsi per prendere parte a questo progetto chiave al fine di migliorare gli approcci terapeutici per entrambi i sessi e aprire nuove possibilità agli scienziati di domani.