Psichiatria sotto il nazionalsocialismo: crimini e fare i conti con la storia

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La serie di conferenze Ruperto Carola presso l'Università di Heidelberg affronta i crimini psichiatrici del nazionalsocialismo e il modo in cui furono affrontati.

Die Ruperto Carola Ringvorlesung an der Universität Heidelberg thematisiert die psychiatrischen Verbrechen im Nationalsozialismus und deren Aufarbeitung.
La serie di conferenze Ruperto Carola presso l'Università di Heidelberg affronta i crimini psichiatrici del nazionalsocialismo e il modo in cui furono affrontati.

Psichiatria sotto il nazionalsocialismo: crimini e fare i conti con la storia

Gli ospedali psichiatrici divennero crudeli luoghi di omicidio durante l'era nazista. Si stima che almeno 250.000 malati di mente e disabili siano rimasti vittime del brutale programma di eutanasia. Questi fatti scioccanti sono stati discussi dalla prof.ssa Maike Rotzoll, una rinomata storica nel campo della farmacia e della medicina presso l'Università di Marburg, in una conferenza dal titolo "Dopo l'assassinio dei malati". L'evento si è svolto nell'ambito della Ruperto Carola Lecture Series presso l'Università di Heidelberg, che affronta questioni di ricerca socialmente rilevanti per avvicinarle a un vasto pubblico. Questa serie di conferenze è intitolata “1945: Soglia epocale e spazio dell’esperienza” e fornisce sia un’interpretazione retrospettiva della fine della Seconda Guerra Mondiale sia una ricostruzione dell’esperienza e della sofferenza umana durante questo periodo.

Il Prof. Rotzoll ha spiegato che il sistema psichiatrico istituzionale in Germania è rimasto sostanzialmente immutato fino alla riforma psichiatrica degli anni '70. Le macchinazioni dell’eutanasia e della sterilizzazione forzata, nelle quali furono attivamente coinvolti gli psichiatri, dipingono un quadro oscuro del ruolo della psichiatria durante l’era nazista. La ricerca mostra che oltre 70.000 pazienti furono assassinati nei centri di sterminio tra il gennaio 1940 e l’agosto 1941, spesso senza essere mai stati visitati di persona da uno psichiatra.

Il ruolo della psichiatria

La psichiatria tedesca non fu solo una testimone passiva, ma anche una parte attiva dei crimini del nazionalsocialismo. Circa 296.000 bambini e adulti con problemi mentali furono assassinati tra il 1933 e il 1945, come parte di un piano globale per sterminare le persone "inferiori". Su questo argomento vengono discusse due posizioni: una vede una discontinuità tra il 1933 e il 1945 e dichiara la psichiatria vittima delle costrizioni politiche, mentre l'altra parla di una continuità di modelli e di persone prima e dopo il 1933 e sottolinea il contributo attivo degli psichiatri.

I prerequisiti per questi crimini risiedono nel darwinismo sociale e nell’eugenetica, iniziati nel XIX secolo. L’igiene razziale fu promossa politicamente nella Repubblica di Weimar, con richieste di “eutanasia” formulate già negli anni ’20 dai filosofi Karl Binding e Alfred Erich Hoche. Nel 1933 fu approvata la “Legge per la prevenzione delle malattie ereditarie della prole”, che consentiva la sterilizzazione forzata dei disabili e dei malati di mente.

Il dopoguerra e la rivalutazione

Decine di migliaia di pazienti sono morti non solo per omicidi attivi, ma anche per negligenza o incuria medica nelle case di cura. Le operazioni di eutanasia non furono solo centralizzate, ma anche decentralizzate, il che portò ad ulteriori omicidi in varie strutture. Nonostante i crimini diffusi e sistematici, molti dei medici e degli psichiatri coinvolti non furono mai assicurati alla giustizia dopo la guerra. Nel processo medico di Norimberga solo pochi, come Karl Brandt e Viktor Brack, furono condannati a morte.

I crimini non furono affrontati per molto tempo. I primi studi scientifici sul ruolo della psichiatria nel nazionalsocialismo furono avviati solo negli anni Quaranta, ma la ricerca decollò veramente solo negli anni Sessanta. La complessa interazione tra motivazioni ideologiche, pratiche mediche e omicidi sistematici rimane un capitolo oscuro nella storia della psichiatria, che colpisce non solo la comunità professionale ma anche la società nel suo insieme. Il ciclo di conferenze presso l'Università di Heidelberg trasmette attraverso le lezioni un esame approfondito di questi argomenti e promuove la comprensione del contesto storico e delle tragedie umane avvenute negli istituti psichiatrici.

Le lezioni del ciclo di conferenze Ruperto Carola si svolgono il lunedì nell'auditorium della Vecchia Università. Le registrazioni saranno successivamente disponibili su heiONLINE, il portale centrale dell'Università di Heidelberg. Questo esame continuo della storia della psichiatria è essenziale per mantenere viva la memoria delle vittime e per imparare dal passato.