Sfingolipidi in primo piano: chiave per COVID-19 e nuovi approcci terapeutici!
I ricercatori della JLU Gießen stanno analizzando il metabolismo degli sfingolipidi e la sua influenza sui coronavirus. Nuove scoperte sulla terapia COVID-19.

Sfingolipidi in primo piano: chiave per COVID-19 e nuovi approcci terapeutici!
Il 10 settembre 2025, i ricercatori dell’Università Justus Liebig di Gießen e della Libera Università di Berlino studieranno il ruolo degli sfingolipidi nella replicazione dei coronavirus. Questi virus sono noti per modificare specificamente le cellule infette al fine di ottimizzarne la riproduzione. Un aspetto cruciale di questo studio è la formazione degli organelli di replicazione all’interno delle cellule, che dipende in gran parte dagli sfingolipidi, speciali elementi costitutivi delle membrane cellulari. Secondo i risultati, la comprensione di come i coronavirus rimodellano il panorama degli sfingolipidi sarà notevolmente migliorata. Lo riferisce l'Università di Giessen, che il metabolismo degli sfingolipidi può aprire nuove strategie antivirali.
L’analisi mostra che i coronavirus causano un significativo rimodellamento delle membrane intracellulari, che è cruciale per la formazione degli organelli di replicazione. In questo processo svolgono un ruolo centrale in particolare le sfingomielinasi, gli enzimi responsabili della scomposizione della sfingomielina. Questi risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista mBio e sono supportati dalla Fondazione tedesca per la ricerca (DFG) e dalla Fondazione Von Behring-Röntgen.
Relazione tra sfingolipidi e COVID-19
Oltre ad essere componenti importanti delle membrane cellulari, gli sfingolipidi sono fondamentali per varie fasi del ciclo di vita della SARS-CoV-2, il virus che causa COVID-19. Un'indagine evidenzia che le interazioni tra il metabolismo degli sfingolipidi e le infezioni da SARS-CoV-2 possono influenzare la gravità e la prognosi di COVID-19. È stato osservato che gli aumenti delle ceramidi nei pazienti COVID-19 sono correlati alla gravità della malattia.
Lo studio ha scoperto che gli sfingolipidi modulano i processi di ingresso, replicazione e rilascio virale. La modulazione del metabolismo degli sfingolipidi potrebbe quindi aprire potenziali approcci terapeutici per il trattamento di COVID-19. Nella ricerca attuale vengono quindi esaminate più attentamente sostanze come le statine e gli inibitori del PCSK9, che riducono i livelli di sfingolipidi.
Ultimi risultati su COVID-19
La pandemia di COVID-19 ha colpito milioni di persone in tutto il mondo e gli esatti meccanismi rimangono in gran parte inesplorati. Uno studio completo esamina il ruolo degli sfingolipidi in relazione alla gravità del COVID-19. La ricerca mostra che gli sfingolipidi chiave come la sfingosina, la lattosilceramide e l’esosilceramide sono indicatori significativi della gravità della malattia.
Inoltre, sono stati analizzati nel tempo i cambiamenti nei livelli di sfingolipidi nel siero e nelle urine dei pazienti affetti da COVID-19. La ricerca conferma che l’interruzione del metabolismo degli sfingolipidi è associata alla gravità del COVID-19 e ad altri fattori clinici. Questi risultati potrebbero non solo spiegare meglio i meccanismi alla base del COVID-19, ma anche rivelare possibili approcci terapeutici per il trattamento e la comprensione delle malattie infiammatorie.