La ricerca rivela: come le nostre cellule combattono i virus con l'autodistruzione!
Lo studio internazionale di UNI Med Hannover svela come le cellule umane reagiscono agli attacchi dei virus e descrive nuovi approcci terapeutici.

La ricerca rivela: come le nostre cellule combattono i virus con l'autodistruzione!
Uno studio internazionale esamina come le cellule umane rispondono agli attacchi virali. La ricerca mostra che virus come il virus dell’herpes simplex 1 e i virus dell’influenza bloccano la terminazione della trascrizione. Ciò porta alla formazione di molecole di RNA innaturalmente lunghe che non possono essere tradotte in proteine e sopprimono le difese antivirali. Questa scoperta potrebbe consentire strategie terapeutiche di vasta portata per rafforzare il sistema immunitario e curare malattie come il cancro.
Il gruppo di ricerca coinvolto in questo studio proviene da varie città, tra cui Filadelfia, Charlestown, Chengdu e Hannover. Questa collaborazione è stata determinante nel far progredire la nostra comprensione delle infezioni virali e dei loro effetti sulle nostre cellule.
Meccanismi di difesa dai virus
Le molecole di RNA eccessivamente lunghe che si formano nelle cellule formano i cosiddetti doppi filamenti mancini (Z-RNA). Questi sono riconosciuti dalla proteina ZBP1. Gli Z-RNA nascono in aree del genoma che hanno origine da precedenti infezioni virali. L’evoluzione ha permesso di trasformare questo sabotaggio virale in un’efficace strategia di difesa.
Quando le cellule rilevano tali disturbi, riconoscono il segnale di allarme e attivano un programma di autodistruzione. Questo programma, che prevede la cosiddetta morte cellulare regolata, è fondamentale per fermare la replicazione del virus. ZBP1 gioca un ruolo centrale perché riconosce sia Z-DNA che Z-RNA e induce varie forme di morte cellulare come l'apoptosi e la piroptosi.
Rilevanza oltre le infezioni virali
Tuttavia, l’importanza di questi risultati va oltre la lotta ai virus. Offrono inoltre nuove prospettive per la cura delle malattie autoimmuni e il miglioramento dei vaccini e delle immunoterapie contro il cancro. L’attivazione di ZBP1 può anche essere innescata da vari virus come MCMV, HSV-1 e virus dell’influenza A (IAV), aprendo ulteriori opportunità per studiare le risposte immunitarie.
Nell’ambito della scuola di specializzazione DFG ACME, la ricerca su questi meccanismi proseguirà fino all’aprile 2026. Si sta studiando in che misura ZBP1 influenza il rilevamento immunitario e la risposta immunitaria nelle infezioni virali e quale influenza ha sullo sviluppo dell’infiammazione.
Il coordinamento tra le risposte immunitarie innate e adattative è essenziale per un controllo efficace degli agenti patogeni. L’immunità innata interviene nelle prime fasi dell’infezione, mentre la risposta adattativa si attiva quando l’immunità innata è insufficiente. Anche le cellule linfatiche innate (ILC) sono di grande importanza in questo processo perché reagiscono rapidamente agli agenti patogeni e, in interazione con le cellule T e le cellule B, controllano la risposta immunitaria.
Queste informazioni sulla risposta immunitaria sono cruciali per combattere le infezioni sia acute che croniche. Anche il mantenimento della memoria immunologica svolge un ruolo centrale nel fornire protezione a lungo termine contro gli agenti patogeni ricorrenti.